Orzotto ai Carciofi e Liquirizia e Olio flaminio Dop Umbria

Ingredienti per 2 persone:

Preparazione a modo mio:

In una pentola faccio brasare lo scalogno con un goccio di olio extravergine di oliva; quindi unisco i carciofi mondati e tagliati a fettine sottili, salo e lascio insaporire per un paio di minuti. Aggiungo l’orzo e proseguo la cottura bagnando con il brodo caldo come per un normale risotto. A cottura ultimata manteco l’orzotto con un goccio di olio ed il parmigiano. Impiatto con una bella spolverata di liquirizia in polvere. …

by Virginie De Dea

http://www.virginie.it/blog/2013/02/orzotto-ai-carciofi-e-liquirizia/

Torta di nocciole con crema pasticcera all’arancia e Olio Flaminio Dop Umbria

Vi starete chiedendo, un olio extravergine (Olio Flaminio Dop Umbria) nella crema? ebbene si, serve proprio per creare un contrasto di sapori con lo zibibbo, al quale una classica crema pasticciera non si abbinerebbe un gran che. 

Ravioli speck e mirtilli con pesto di agrumi, capperi e mandorle con Olio Flaminio Delicato

Ravioli speck e mirtilli con pesto di agrumi, capperi e mandorle con Olio Flaminio Delicato

Ingredienti per 4 persone :

• 300 gr. di ravioli speck e mirtilli Valsugana Sapori
• 1 cucchiaio di capperi
• 2 cucchiai di mandorle affettate
• 2 clementine bio
• 4 grani di pepe rosa
• 1 stelo di basilico
• 1 stelo di prezzemolo
• 4 fragole
• olio Flaminio delicato extra vergine di oliva
• condimento Flaminio mosto d’uva cotto
• una noce di burro


Procedimento: inserite nel vaso del mixer i capperi dissalati, le mandorle,il prezzemolo, il basilico,il pepe rosa, la buccia di una clementina , il succo di due clementine e l’olio extra vergine di oliva Flaminio Delicato. Frullate sino ad ottenere un composto omogeneo.
Cuocete in abbondate acqua salata i ravioli, scolateli al dente e fateli saltare con una noce di burro.
A fuoco spento aggiungere il pesto di agrumi, capperi e mandorle, fate saltare velocemente.
Presentazione: porre al centro del piatto i ravioli, sopra, al centro una fragole affettata e condita com qualche goccia di condimento Flaminio a base aceto balsamico e mosto d’uva cotto.

Patè di fegatini con composta di fragole, vino rosso e pepe con Olio Flaminio Delicato e Condimento Balsamico Flaminio mosto d’uva cotto

Ingredienti per 4 persone :

• 270 gr. di fegatini di pollo
• 70 gr. di panna
• 70 gr. di burro
• 500 ml. di latte per far spurgare i fegatini
• 1 bicchierino di marsala
• 2 foglie di alloro
• 4 grani di ginepro
• 1 spicchio d’aglio
• sale fino
• pepe nero
ed inoltre :
• 1 peperone giallo grande
• Insalatina tipo misticanza
• 2 cucchiai di composta di vino rosso fragole e pepe 
• 8 lamponi
• olio Flaminio Delicato extra vergine di oliva
• condimento balsamico Flaminio mosto d’uva cotto





Procedimento : lavare con cura i fegatini, eliminare eventuali parti grasse e nervatura, metterli a bagno ( spurgare ) nel latte e lasciarli riposare per 2 ore in luogo fresco. Trascorso questo lasso di tempo scolate i fegatini e asciugateli con carta cucina. In un tegame antiaderente fate soffriggere a fuoco dolce una noce di burro, lo spicchio d’aglio , l’alloro e il ginepro. Aggiungete quindi i fegatini e sfumate con il marsala, e fate cuocere per 7/8 minuti, devono rimanere rosati nella parte interna. Salare e pepare. Eliminate lo spicchio d’aglio e le foglie di alloro. A parte in un tegamino portare a bollore la panna e il burro rimasto, poi spegnere il fuoco. Versate il composto nel mixer assieme ai fegatini. Frullare sino ad ottenere un composto fluido, poi passatelo al chinoise. Versate il composto in una piccola pirofila rettangolare, copritelo con film trasparente e lasciatelo riposare in frigo per 12 ore ( una notte ).

Il giorno successivo , aiutandovi con un coppapasta quadrato realizzate 4 quadrati di patè.Cuocete il peperone al forno , poi sbucciatelo, eliminate e i filamenti , i semi e le nervature e ricavate con il coppapasta 4 quadrati di peperone. Condite la misticanza con una vinaigrette leggera realizzata con olio extra vergine di oliva , qualche goccia di condimento balsamico Flaminio mosto d’uva cotto, sale e pepe.

Presentazione : porre al centro del piatto il cubo di pate’ con sopra il peperone e i lamponi, irrorare con un filo di olio evo, un pizzico di sale e pepe. Aggiungere la misticanza , la composta di fragole vino rosso e pepe ed infine decorare con alcune gocce di condimento all’aceto balsamico Flaminio mosto d’uva cotto.

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Olio Flaminio Fruttato e polpo!!!

Polpo con patate e pesto di capperi

Ingredienti per 4 persone:

• 1 polpo del peso di 1 Kg.
• 4 patate
• 1 cucchiaio e ½ di pesto di capperi
• 1 scalogno
• ¼ di limone
• 2 coste di sedano verde
• prezzemolo
• 1 spicchio d’aglio
• 1 foglia di alloro
• rosmarino
• sale fino
• pepe nero
• Olio Flaminio fruttato extra vergine di oliva


Procedimento : in una pentola capiente mettete a bollire l’acqua (almeno 2,5 litri) aromatizzata con lo scalogno , alcuni gambi di prezzemolo, 1 costa di sedano verde, 1 foglia di alloro e il succo del limone. Quando l’acqua giunge ad ebollizione inserite il polpo nella pentola e fatelo cuocere per 35 minuti . A cottura ultimata toglietelo dall’acqua e fatelo intiepidire. Nel frattempo lessate le patate in acqua non salata, sbucciatele e tagliatele a cubetti. Affettate una costa di sedano verde.
Diluite un cucchiaio di pesto di capperi con la giusta quantità di olio extra vergine di oliva.
Tagliate a tocchetti il polpo, unitelo alle patate e al sedano, e conditelo con l’emulsione di olio evo e pesto di capperi. Aggiustate du sale e pepe.

Servire tiepido, decorando con alcune gocce di pesto ai capperi.

a proposito di voglia di vivere… a Trevi c’è un olivo con più di 1700 anni che ancora produce olive!!! è l’Ulivo di Sant’Emiliano

‘Pasta con patate, basilico, pecorino e totanetti: la ricetta di Viviana Varese con l’Olio Flaminio Dop Umbria

Crema di patate al brodo vegetale:
4 patate di media grandezza
qb di brodo vegetale
qb sale e pepe

Tagliare le patate a pezzi piccoli, coprire con abbondante brodo e portare a cottura, frullare con mixer e aggiustare di sale e pepe, eventualmente aggiungere brodo vegetale per ottenere la consistenza desiderata (non deve essere troppo sapida)

Salsa di basilico:
80 gr foglie di basilico fresco
100 gr brodo vegetale
1 pugno di pinoli
60 gr patate bollite
60 gr circa di olio extravergine di oliva Flaminio Dop Umbria
qb sale

Sbollentare le foglie di basilico, raffreddare in acqua e ghiaccio e frullare tutto in mixer

Patate cubetti:
1 patata tagliata a cubetti di 1 cmq, sbollentata 4 minuti e poi messa nella crema di patate

Altre preparazioni:

Cuocere la pasta in acqua non troppo salata per 2/3 minuti di cottura. Nel frattempo preparare un soffritto con abbondante olio di oliva extravergine DOP Umbria (Flaminio) e tre spicchi d’aglio e far rosolare molto finchè l’aglio diventa dorato. Aggiungere 6 foglie intere di basilico e spegnere il fuoco. Eliminare il basilico e l’aglio, aggiungere un cucchiaio di pinoli precedentemente tostati al forno e due mestoli di brodo vegetale. Una volta cotta per 2/3 minuti la pasta metterla in padella e continuare la cottura con il brodo vegetale.
Scaldare una padella antiaderente e scottare i totanetti. Mantecare con un po’ di pecorino. Distribuire la crema di patate calda sul fondo del piatto, adagiare la pasta con un po’ di sughetto, aggiungere altro pecorino, la salsa di basilico, abbondanti cimette di basilico e i totanetti. Servire calda.

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Visto che è Carnevale ... ecco cosa Si Mangia in Umbria! Le Frappe

Le Frappe

Le Frappe sottili strisce rettangolari di pasta frolla che vengono fatte friggere nell’olio e servite cosparse di alchermes e zucchero vanigliato.

Visto che è Carnevale ... ecco cosa Si Mangia in Umbria! Cicerchiata (montagna folignate)

La Cicerchiata Umbra

La cicerchiata è un dolce tipico del Carnevale che viene fatto in varie regioni d’Italia. Come molte delle ricette tradizionali che venivano fatte in tempi di guerra quando c’era molta povertà, anche in Umbria si parte da ingredienti poveri come farina, olio al posto del burro e poco zucchero, l’unico vero “lusso” di questa ricetta è il miele.

La “torta al testo” è conosciuta sin dall’antichità. Tipica della tradizione perugina, è una schiacciata di farina, acqua, olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e, se la si vuole far alzare un po’, una punta di bicarbonato o di lievito di birra. La torta deve il suo nome al “testo”, la pietra piatta refrattaria resa rovente dal fuoco ed utilizzata in origine per la sua cottura, ma in Umbria la chiamano anche “crescia”, “torta del panaro” o “pizza sotto il fuoco” (Terni). Elaborata in famiglia soprattutto nella provincia di Perugia, rappresentava un succedaneo del pane lievitato. Nel comprensorio eugubino la “crescia” veniva fatta cuocere nei tradizionali “panieri” (testi) appoggiati al camino delle case contadine accanto al fuoco. Le occasioni per prepararla erano quelle relative ai grandi lavori dei campi (mietitura, vendemmia, uccisione del maiale), quando occorreva saziare appetiti robusti con un cibo di difficile digestione che permettesse di risparmiare il più prezioso pane. Oggi la torta al testo si degusta naturale o farcita con prosciutto, salsiccia cotta, verdure lessate, porchetta, stracchino e rucola.

La “torta al testo” è conosciuta sin dall’antichità. Tipica della tradizione perugina, è una schiacciata di farina, acqua, olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e, se la si vuole far alzare un po’, una punta di bicarbonato o di lievito di birra. La torta deve il suo nome al “testo”, la pietra piatta refrattaria resa rovente dal fuoco ed utilizzata in origine per la sua cottura, ma in Umbria la chiamano anche “crescia”, “torta del panaro” o “pizza sotto il fuoco” (Terni). Elaborata in famiglia soprattutto nella provincia di Perugia, rappresentava un succedaneo del pane lievitato. Nel comprensorio eugubino la “crescia” veniva fatta cuocere nei tradizionali “panieri” (testi) appoggiati al camino delle case contadine accanto al fuoco. Le occasioni per prepararla erano quelle relative ai grandi lavori dei campi (mietitura, vendemmia, uccisione del maiale), quando occorreva saziare appetiti robusti con un cibo di difficile digestione che permettesse di risparmiare il più prezioso pane. Oggi la torta al testo si degusta naturale o farcita con prosciutto, salsiccia cotta, verdure lessate, porchetta, stracchino e rucola.